Conte Claudio Campovalano Carpi
Come gentiluomo di antica stirpe, avvezzo più al fruscio delle sete che al rombo dei motori, mi accingo nondimeno a recensire quest’automobile, moderna carrozza dei nostri tempi.
Al primo sguardo, la linea si presenta con una dignità che potrei definire quasi araldica. Le proporzioni sono equilibrate, senza eccessi volgari, e la verniciatura riflette la luce con la stessa compostezza con cui un lampadario di cristallo illumina una sala da ballo. È un veicolo che non implora attenzione, ma la riceve naturalmente.
All’interno, l’abitacolo accoglie il conducente come un buon salotto di famiglia: materiali piacevoli al tatto, finiture curate e un ordine che denota rispetto per chi vi siede. I sedili offrono un comfort degno di un lungo viaggio tra una tenuta e l’altra, senza affaticare né il corpo né lo spirito.
La guida è fluida e composta. Il motore risponde con prontezza, ma senza isteria, come un valletto efficiente che anticipa i desideri del suo signore senza mai risultare invadente. Anche a velocità sostenute, l’auto mantiene una stabilità rassicurante, trasmettendo una sensazione di controllo e sicurezza che considero imprescindibile.
In conclusione, quest’automobile non è soltanto un mezzo di trasporto, bensì una compagna di viaggio rispettabile e ben educata. Non ostenta, non delude e, soprattutto, non tradisce. Se dovessi consigliarla, lo farei a chi apprezza la sostanza unita alla discrezione, virtù che, ieri come oggi, restano segno di autentica nobiltà.
Conte Claudio Campovalano Carpi